Merce in mare clienti alla deriva!


Otto anni rappresentano il limite di tempo a disposizione teorizzato in una recente ricerca dall’americano Jonathan Reichental, professore della Southeastern University, per adeguarsi ai cambiamenti in atto che ci consegneranno, a partire dal 2030, uno scenario economico-sociale completamente cambiato.

Secondo questa previsione, il 50% della forza lavoro sarà temporary o comunque a contratto e la stragrande maggioranza di essa in smartworking: in Italia si stima tra il 32% ed il 36%. Ciò, secondo il professor Reichental, genererà un impatto distruttivo su alcuni settori, soprattutto in relazione all’accelerazione di determinati fenomeni digitali, come il social-selling, la realtà virtuale e l’intelligenza artificiale. Attività come bar, ristoranti, trasporti, alimentari, abbigliamento subiranno un vero e proprio shock economico sia in termini di numerica che in termini strutturali.

Così esordisce il mio ultimo articolo pubblicato da BIANCO&BRUNO la scorsa settimana.

Questa mattina, leggendo il New York Times, ho scorto primi segnali di una rinnovata preoccupazione per come la velocità di cambiamento abbia subito un ulteriore boost, determinando una oggettiva difficoltà per molte aziende nell'adeguarsi a tali mutamenti. Sembra quasi che più si provi ad avvicinarsi a definire un equilibrio della supply chain e maggiore sia la velocità con cui gli variabili mutino. Lo shortage di alcuni chip, causato dall'impennata di determinati settori, primi tra tutti healthcare ed electronic equipments, l'aumento delle materie prime e dei costi energetici, sta causando delle difficoltà nella pianificazione di qualsiasi tipo di attività.

Molte compagnie hanno incrementato gli ordinativi di materie e prodotti, frammentando allo stesso tempo lo stoccaggio degli stessi: in loco di un solo magazzino centralizzato, avendo la necessità di alimentare il time to market dell'e-commerce, sono sorti diversi magazzini locali.

Il settore Real Estate legato al mondo business ha visto aumentare la richiesta di aree da destinare a logistica, gli hub portuali di Los Angeles e Long Beach si trovano con un overbooking importante fisicamente rappresentato da torri di container fermi e colmi di merce. Whirlpool ha dovuto recentemente gestire un ritardo importante presso tutti quei clienti che avevano acquistato lavatrici, ascigatrici e frigoriferi. La stessa Tesla, nonostante gli ottimi risultati, ha tagliato al ribasso le stime per le vendite automobilistiche. Anche International Monetary Found (Fondo Monetario Internazionale) ha rivisto al ribasso le stime di crescita medio per il 2022, porandolo a 4,4% rispetto al precedente 4,9%.

Nonostante gli investimenti in logistica , Amazon 164 mill di $ e Lowe's 17 mill di $ , la situazione non mostra trend chiari. La difficoltà sta nel capire cosa succederà in futuro, lo scorso anno il costo dei noli maritmi era previsto in discesa nell'arco del 2021, poi come tutti sanno ciò non è avvenuto o comunque si è verificato solo in minima parte. Ora le problematiche di approvvigionamento e di gestione della supply chain costituisce un'ennesima incognita. Diverse sono le domande che molti si pongono: "Quali saranno i livelli di consumo, visto l'arrivo di una tempesta inflattiva?" ; "Come cambieranno gli stili di vita, lo smartworking sarà un modello consolidato?"; "Quali settori subiranno un impatto distruttivo? Ho.Re.Ca, mobilità ed abbigliamento già colpiti dalla pandemia, come evolveranno?".

Porti e navi colmi di merce e consumatori alla deriva, spinti dalla corrente inflattiva che già oggi ha fatto scendere l'indice di fiducia da 117,7 punti base a 114,2 punti base. Il mantra buy less, buy better sembra trovare un sostegno nelle difficoltà strutturali della catena del valore. Ci dobbiamo quindi aspettare dei comportamenti contingenti:


  • Rivisitazione delle priorità di consumo con taglio delle spese non necessarie nel breve periodo

  • Un'attenzione alle aziende che esalteranno il concetto di risparmio inteso come salvaguardia delle risorse naturali e del benessere dell'individuo

  • Concetto di community in loco del semplice consumatore. L'individuo prende consapevolezza di avere affinità valoriali con altri e quindi si riconosce nel condividere l'esperienza di consumo.

  • Mobilità incentrata sul concetto di utilizzo del bene piuttosto che dal possesso, lo smartworking non giustifica più la proprietà del mezzo. Stessa cosa dicasi per altri prodotti semidurevoli, dove sarà il servizio e la modalità d'uso a fare da punti chiave, non il possesso.


Questi fenomeni sono così imprevedibili che le scosse di assestamento dureranno per almeno tutto il 2022. Ora si tratta di accelerare nella trasformazione dei modelli perchè credo che gli 8 anni previsti solo una settimana fa si stiano ulteriormente accorciando

Ricordate il CT Velasco?

Luigi Del Giacco

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